venerdì 28 maggio 2010

Una nuova mostra a Monselice, dopo il successo di Fausto ed Elisa Zonaro

CONFERENZA STAMPA
Sabato 29 maggio, alle ore 11.00
Presso il Complesso Museale di San Paolo a Monselice
Via del 28 Aprile 1945

Illustreranno l'evento il curatore della Mostra, il prof. Manlio Gaddi, lo scrittore Paolo Tieto, il Vice Sindaco del Comune di Monselice e Assessore alla Cultura prof. Gianni Mamprin. Saranno presenti l'artista INOS CORRADIN e il poeta brasiliano Aguinaldo De Bastos.

Comune di Monselice . Assessorato alla Cultura
Tel 0429 786911 - fax 0429 73092
cultura@comune.monselice.padova.it

comunicato stampa

INOS CORRADIN: NUOVI TRATTI, NUOVE EMOZIONI

La mostra sarà inaugurata Sabato 29 maggio, alle ore 17.00

Sulla scia del successo della appena conclusa mostra dell’impressionista Fausto Zonaro e di sua moglie Elisa Pante, il Comune di Monselice si appresta ad ospitare un’altra grande mostra: quella di un pittore vivente, anche lui cresciuto nella bassa padovana e famoso nel mondo: INOS CORRADIN.

L'assessore alla Cultura del Comune di Monselice, prof. Gianni Mamprin (che fortemente insiste sulla necessità di valorizzare i grandi veneti) persegue la strada al fine di valorizzare i grandi artisti nati nel territorio.

Sabato 29 maggio, alle ore 17,00, nel complesso monumentale di San Paolo in via del Santuario 5, sarà inaugurata la mostra del pittore INOS CORRADIN, nato nel Piemonte, a Vogogna, nel 1929 ma subito trasferitosi con la famiglia a Castelbaldo dove ha vissuto la sua infanzia e l’adolescenza.

Una infanzia modesta e una grande passione per l’arte

Suo padre faceva il muratore e la sua famiglia era di modeste condizioni. Sin da bambino INOS CORRADIN rivolge il suo interesse al mondo dell’arte e in particolare a quello della pittura. A vent’anni parte per il Brasile, non c’è posto nel suo piccolo paese a causa della povertà e dei disastri lasciati da un’altra grande guerra appena conclusa. A San Paolo di Brasile inizia come scenografo, incontra artisti e lui si presta alla realizzazione delle sue opere.

La sua vena artistica non si ferma più. INOS CORRADIN passa dal Brasile all’Europa, soggiorna a Parigi, culla dei pittori, realizza numerose mostre in mezza Europa. Non solo. I suoi capolavori vengono esposti negli Stati Uniti e in Israele, dove il successo raggiunge le più alte sfere.

Oltre quaranta opere esposte al Complesso Museale San Paolo

Il bacioPiù di una quarantina di capolavori sono visibili nella mostra che sarà inaugurata sabato 29 maggio e rimarrà aperta al pubblico sino al 20 giugno.

All’inaugurazione sarà presente lo stesso INOS CORRADIN che non ha mai dimenticato la terra delle sue origini e periodicamente arriva dal Brasile per trascorrere qualche giorno. Introdurrà il prof. Paolo Tieto mentre all’evento culturale parteciperà il poeta brasiliano Aguinaldo De Bastos, famoso per la sua lotta a favore dei meno abbienti.

Il repertorio artistico è vastissimo.

La sua produzione pittorica, oltre che alla scultura, è vastissima. Il Comune di Castelbaldo ha dedicato a INOS CORRADIN la Sala del Consiglio Comunale. Chi va a far visita a Castelbaldo troverà una serie di opere da lui compiute e fornite al piccolo comune della Bassa Padovana di circa 1700 abitanti, dove prevale la cultura della mela, per la fabbricazione del sidro. Castelbaldo è anche chiamato il Comune delle mele.

Le affinità di due grandi artisti: Fausto Zonaro e Inos Corradin

Il pittore impressionista Fausto Zonaro è morto nel 1929, nello stesso anno nasce Inos Corradin.

Il piccolo comune di Castelbaldo, dove ha vissuto Inos Corradin, confina con l’altro comune, Masi, dove ha vissuto Fausto Zonaro.

Il padre di Fausto Zonaro faceva il muratore, lo stesso padre di Inos Corradin faceva il muratore

Fausto Zonaro ha avuto grande fortuna e carriera artistica fuori dall’Europa, in Turchia, Inos Corradin ha avuto grande fortuna in Brasile, dove vive.

Di seguito alcune immagini della mostra prese durante l'allestimento:

martedì 13 aprile 2010

Fausto ed Elisa Zonaro: due artisti veneti alla corte del Sultano

da Venezia a Istanbul
FAUSTO ZONARO e ELISA PANTE
due artisti veneti alla corte del Sultano


ZONARO_164_punta del serraglio

inaugurazione
sabato 24 Aprile 2010 - ore 17
Complesso Monumentale San Paolo
via 28 Aprile 1945 - Monselice
Programma:
Saluto di
Francesco Lunghi - Sindaco di Monselice
Gianni Mamprin - Assessore alla Cultura

Presentazione della mostra a cura di
Chiara Costa - Dipartimento Arti e Spettacolo, Università di Padova
Carlo Dal Pino - Dipartimento Arti e Spettacolo, Università di Padova
Pierpaolo Luderin - Dipartimento di Storia delle Arti e Conservazione dei Beni Artistici, Università di Venezia

Una grande mostra che celebra due figure a lungo trascurate ma di enorme fascino. Una storia iniziata nei panorami della provincia veneta e proseguita sulla ribalta del palcoscenico internazionale, da Parigi fino alle rive del Bosforo, dove si sviluppa forse la parte più significativa della vita dei due artisti, con la corte del Sultano come degna quinta teatrale.
L’opera di Fausto Zonaro ed Elisa Pante travalica la storia personale ed è infatti sull’arte della coppia che si concentrano la mostra e il catalogo, volti a ricostruire, oltre alle affascinati vicende biografiche dei due, soprattutto un talento e una modernità non ancora sufficientemente analizzate.


Mia figlia Mafalda pastello


COMPLESSO MONUMENTALE SAN PAOLO
VIA 28 APRILE 1945 - MONSELICE
dal 24 aprile al 23 maggio 2010

Orario:
tutti i giorni, compreso festivi: 9,30-12,00 e 15-19
tutti i lunedì chiuso

Per informazioni:

Ufficio Cultura
Comune di Monselice
telefono 0429 786913 - 0429 786914
attivitaculturali@comune.monselice.padova.it
http://www.comune.monselice.padova.it/

Organizzazione:
Fond’Arte Tono Zancanaro
fondarte.tono.zancanaro@gmail.com
telefono 3484154541


Chiesa del Redentore, Venezia olio su tela

lunedì 12 aprile 2010

Presentazione della Donazione Zancanaro


Martedi 20 aprile 2010, ore 12.00

Ravenna, Biblioteca Classense – Sala Muratori

Martedì 20 aprile 2010, in occasione della XVII Settimana della Cultura, verrà presentata a Ravenna la Donazione Zancanaro pervenuta alla Biblioteca Classense per volontà dell’Archivio Storico Tono Zancanaro di Padova.

Il lascito, a seguito della grande mostra (Zancanaro in Romagna. La carta e la pietra. Ravenna e le città di Tono) allestita tre anni or sono alla Manica Lunga, comprende la serie quasi completa delle opere incise di Tono Zancanaro, con ottocento stampe originali che coprono un arco cronologico di quasi mezzo secolo, dai primi anni ‘40 agli ultimi momenti di lavoro dell’artista scomparso nel 1985.

Si tratta di un patrimonio di altissimo pregio artistico, altamente rappresentativo dell’attività in campo calcografico di Zancanaro, universalmente noto come uno dei maggiori disegnatori del Novecento.

Della raccolta di acqueforti donata alla città di Ravenna e già sottoposta ad un’analitica opera di catalogazione e repertorizzazione da parte della Biblioteca Classense e della Soprintendenza regionale per i beni librari e documentari fanno parte fogli memorabili: si va dalla notissima serie satirica del “Gibbo”, ai più abituali tipi femminili zancanariani, peraltro ricorrenti anche nella produzione pittorica, decorativa, plastica, ceramica, musiva dell’eclettico artista padovano.

Si segnalano, infine, le serie grafiche che più direttamente rimandano al rapporto che ha legato Tono Zancanaro all’ambiente romagnolo e ravennate, a partire dalla fine degli anni ‘50. Notissima, ad esempio, è la cartella dei “Monumenti ravennati” realizzata nel 1973 durante il periodo d’insegnamento presso la locale Accademia di Belle Arti e dedicata alle chiese ed agli edifici romanici della città. Frequenti “bellezze teutoniche”, così come le “Rosamunde” oppure i “Madisonici twist” sfrenatamente ballati sulla spiaggia marina riportano invece alle tante stagioni estive trascorse dall’artista sulla riviera di Cesenatico.

Nato a Padova nel 1906, Tono Zancanaro ha iniziato ad operare nei primi anni ’30. Hanno inciso sulla sua maturazione artistica gli incontri con Giorgio Rubinato, intellettuale raffinato e di vastissima cultura, e con il pittore Ottone Rosai. Nel 1952 ha vinto il primo premio per l’incisione alla Biennale di Venezia. Da allora ha svolto un’intensissima attività espositiva in Italia ed in ambito internazionale. Nell’ultimo periodo, contrassegnato dagli allestimenti di grandi mostre antologiche in varie città italiane, ha ulteriormente ampliato i propri orizzonti creativi cimentandosi in tutte le discipline artistiche, come dimostra la vasta produzione di mosaici a contatto con le rinomate botteghe ravennati. Muore a Padova il 5 giugno 1985.

La presentazione della Donazione Zancanaro avrà luogo presso la Sala Muratori della Biblioteca Classense di Ravenna, martedì 20 aprile alle ore 12.00.

Interverranno, tra gli altri, Alberto Cassani, Assessore alla Cultura del Comune di Ravenna, Rosaria Campioni, Soprintendente per i beni librari e documentari della Regione Emilia-Romagna, Manlio Gaddi, Archivio storico Tono Zancanaro, Livia Zaccagnini, Presidente dell’Istituzione Biblioteca Classense, Donatino Domini e Claudia Giuliani della Direzione dell’Istituzione Biblioteca Classense.

Per informazioni: Istituzione Biblioteca Classense, Via Baccarini, 3 48121 Ravenna. Tel 0544-482132-482112 segreteriaclas@classense.ra.it

venerdì 26 febbraio 2010

MOSTRA DI PITTURA-SCULTURA

Comune di Monselice assessorato alla Cultura , Provincia di Padova
Assessorato alla Cultura

Artisti :
Enrico Ghiro
Fernando Graziano
Alberto Verza

Complesso monumentale S. Paolo Monselice PD , Via 28 Aprile 1945
inaugurazione : Sabato 27 febbraio 2010 ore 18 , presentazione dott. Manlio
Gaddi
dal 27 febbraio al 21 marzo dalle ore 9,30-12 ; 15 -19

mercoledì 17 febbraio 2010

Una grande mostra del pittore impressionista e di sua moglie, prima fotografa d’Europa
Fausto e Elisabetta Zonaro
Due artisti veneti alla corte del Sultano
Monselice PD – Complesso museale San Paolo - 24 aprile/ 23 maggio 2010


Il Comune di Monselice si appresta ad ospitare un’importante mostra di Fausto Zonaro, pittore impressionista nato nella bassa padovana, a Masi, nel 1854, ancora poco conosciuto dal grande pubblico italiano, molto più conosciuto in Turchia, a Istanbul, dove visse per anni divenendo il pittore alla corte del sultano e dove realizzò una vasta produzione di opere d’arte presente nei musei e nelle pinacoteche.
Una storia inedita e avvolgente di due grandi artisti veneti: Fausto Zonaro, impressionista e Elisa Pante, chiamata Elisabetta, prima fotografa d’Europa. Fausto, un ragazzo di campagna poverissimo, conobbe da giovane la sua compagna di buona famiglia, un usuale quadretto in una terra dove c’era povertà e sofferenza ma prevaleva dignità e umiltà. Da qui la strada dell’artista, proseguita sulla ribalta del palcoscenico internazionale, dal centro del mondo artistico dell’epoca, Parigi ovviamente, fino alle rive del Bosforo, dove si consuma il degno finale del nostro “feuilleton”, con la corte del sultano come degna quinta teatrale.
La mostra in programma a Monselice metterà nella dovuta luce un talento e una modernità mai sufficientemente analizzate del grande pittore impressionista e di sua moglie. Gli ingredienti sono molti e di primario interesse: dall’ascesa del realismo italiano alla scoperta delle novità francesi, da un utilizzo della fotografia in senso compositivo e commerciale di grande intelligenza ad una sapienza pittorica degna dei più grandi autori di quella stagione.
Zonaro inizierà la sua produzione pittorica a Venezia, da sempre vetrina ottimale per le vedute-souvenirs. Poi i continui spostamenti tra Venezia, Padova, Torino, Roma, Napoli e Milano, in un contatto con l’arte realista sempre più serrato e proficuo, che ebbe il suo esito forse più alto nella celebre opera partenopea “Il banditore”, divenuto in breve tempo un vero e proprio classico della nascente pittura di vita quotidiana.
Nel 1891 il grande salto, deciso insieme alla compagna Elisa Pante sulla scorta della lettura del “Costantinopoli” di Edmondo De Amicis, e l’approdo in Turchia, che verrà in mostra documentato anche per quanto riguarda le traversate in nave, durante le quali il pittore si divertiva a realizzare rapidi schizzi dei compagni di viaggio o della ciurma, con esiti efficacissimi. Fu proprio a Istanbul che Zonaro visse il periodo più florido della sua carriera fino a diventare nel 1896 pittore di corte del sultano Abdulhamid II, per il quale realizzerà centinaia di opere rappresentati la città, la vita e i protagonisti della corte e momenti storici di prima importanza. Ma forse è nelle vedute “libere” del Bosforo e del Corno d’Oro, animate di luce e brulicanti di vita, che Fausto esprime al meglio le proprie capacità: negli innumerevoli paesaggi si muove nella scia di una tradizione di altissimo lignaggio, da Gérôme a Delacroix a Monet, ben lontana dal topos dell’orientalista “da Salon”, leccato e laccato, con cui è spesso stato sbrigativamente liquidato al ritorno in patria seguito alla rivoluzione turca.
Gli ultimi anni trascorsi in Italia, nella ricca e brillante San Remo (dove morì nel 1929) sono contraddistinti da una sostanziale coerenza pittorica, intrisa di venature impressioniste, colorismo veneziano e realismo napoletano, memorie di una stagione che lo aveva portato ai vertici della celebrità, armato del solo talento suo e della sua compagna.
Una sezione anche per Elisa Pante, bellunese, maestra con la vena di artista e viaggiatrice e con una forte attrazione al nuovo mondo della fotografia. Intraprendente per una donna a quell’epoca sino all’inverosimile, fu a lei che si deve l’introduzione del marito alla corte del sultano.
Le opere che saranno esposte sono una novantina.



Da Venezia a Istanbul
ELISABETTA E FAUSTO ZONARO
Due artisti veneti alla corte del Sultano
Monselice (PD) – Complesso Museale San Paolo
24 aprile / 23 maggio 2010
Organizzazione: Fond’Arte Tono Zancanaro
Curatore: Manlio Gaddi
Catalogo: Chiara Costa, Carlo Dal Pino, Luciano Luderin, Cesare Trevigne

giovedì 4 febbraio 2010

NUOVO SISTEMA DI MAILING LIST

L'Archivio Storico Tono Zancanaro e la Fond'Arte Tono Zancanaro hanno fuso i loro indirizzari ed hanno costruito una mailing-list che risponde all'indirizzo mail info@fondarte.info e si appoggia ad un server appositamente attrezzato per la gestione dell'invio di bollettini informativi, l'iscrizione e la cancellazione
dai nostri elenchi sarà quindi gestita automaticamente dalle persone interessate.
Per iscriversi ad una o più delle nostre mailing list e ricevere i comunicati stampa ed i bollettini informativi della mostre o delle manifestazioni culturali in genere da noi organizzate cliccare sul seguente collegamento:

In ogni comunicato che riceverete sarà sempre presente la possibilità di modificare o eliminare l'iscrizione.

giovedì 7 gennaio 2010

Repertorio di incisori contemporanei al Complesso Monumentale San Paolo di Monselice con un omaggio a Giovanni Martini (1938-2004)

Sabato 23 Gennaio 2010 presso il Complesso Monumentale San Paolo di Monselice alle ore 16,30 si inaugura una rassegna dedicata all'incisione italiana contemporanea.
Sono stati invitati ad esporre dodici artisti selezionati sulla base della loro capacità artistica e delle tecniche utilizzate, al fine di fornire ai visitatori una visione esaustiva dello stato dell'arte incisoria (in piano, in cavo ed in rilievo) in Italia.
Gli artisti invitati sono:

Elisabetta Bevilacqua

Maria Nives Cais

Ferdinando Celin

Manola De Gobbi

Maurizio Fantoni

Aurelio Forte Laan

Alberico Gnocchi

Roberto Lanari

Ivo Mosele

Giovanni Patriarca

Girolamo Tregambe

Marina Ziggiotti



Ai dodici artisti, ognuno dei quali espone fino a dieci incisioni, è aggiunta una sezione omaggio dedicata a Giovanni Martini (1938-2004), singolare figura di grafico che non è stato solo incisore ma artista poliedrico e completo, di cui si rischia di perdere la memoria come a volte succede anche per i più bravi per la disattenzione e l’ignavia della gente.
La rassegna resterà aperta fino al 21 febbraio 2010 tutti i giorni (tranne il lunedì) con orario 9,30-12 e 15-19.
Catalogo in mostra con la riproduzione di tutte le opere esposte complete di schede tecniche fornite dagli autori e brevi noto biografiche.
La sezione dedicata a Giovanni Martini comprende la riproduzione delle dieci tavole dedicate all'Apocalisse di S. Giovanni con testo critico di Giorgio Segato.