domenica 29 marzo 2009

Tono Zancanaro illustratore a Certaldo Alto

“TONO ZANCANARO ILLUSTRATORE: BOCCACCIO, DANTE E GLI ALTRI”

Certaldo Alto, palazzo Stiozzi Riolfi dal 4 Aprile al 14 Giugno 2009

Sabato 4 Aprile 2009 alle ore 16, verrà inaugurata la mostra “Tono Zancanaro illustratore: Boccaccio, Dante e gli altri” allestita presso il palazzo Stiozzi Riolfi, con accesso dalla casa del Boccaccio.

per il Purgatorio di DanteL’esposizione, promossa dal comune di Certaldo in collaborazione con l’Archivio Storico Tono Zancanaro di Padova, documenta lo straordinario e complesso rapporto del celebre artista padovano con il mondo delle illustrazione di opere letterarie attraverso la presentazione di oltre settante disegni originali (chine, acquerelli, tempere) ed un mosaico tratti dai vari cicli di illustrazioni ideate e realizzate per volumi pubblicati da diverse case editrici, da La Divina Commedia (Bari, Laterza, 1964) agli Epigrammi votivi e sepolcrali (Vicenza, Pozza, 1965) al Bertoldo e Bertoldino di Giulio Cesare Croce (Roma, Canesi, 1960) per citare alcune opere, ed alcuni cicli di disegni sempre illustrativi di opere letterarie ma realizzati a scopo personale, come le illustrazioni per il Decamerone di Boccaccio o il Satyricon di Petronio Arbitro.

Morte di LamporecchioLa mostra, che non intende essere esaustiva dell’intera produzione di Tono illustratore, mira piuttosto ad offrire alcuni spunti di riflessione sulla particolare attenzione e curiosità dell’artista per la letteratura, come evidenziano anche i numerosi fogli esposti in questa occasione non destinati ad uno sbocco editoriale.
Come scrive Rosaria Campioni nella presentazione del catalogo, “è il caso emblematico, ad esempio, del volume di Giovanni Verga Vagabondaggio e altri racconti siciliani (Mondadori, 1933) posseduto da Tono e sulle cui pagine indugia, o meglio gioca, disegnando gli spazi bianchi disponibili e aggiungendo altri disegni decorativi a piena pagina su fogli che poi provvede a inserire tra quelli stampati. L’esito finale è sorprendente: un libro ‘siciliano’ intensamente “vissuto”, fatto proprio e reinterpretato nel contesto padovano con frequenti riferimenti anche personali (basti notare la ripetuta citazione della sua innamorata Volgalena)”. (R. Campioni in “I LIBRI DI TONO. Zancanaro illustratore. Da Verga al Bertoldo”, CLEB, Bologna, 2007)

L’iniziativa riapre dopo molto tempo il lungo rapporto fra Tono Zancanaro e la val d’Elsa, e con Certaldo in particolare che gli dedicò nel lontano 1976 una importante mostra antologica che occupò l’intero Palazzo Pretorio e la vicina chiesa dei santi Tommaso e Prospero; ma anche con Vico d’Elsa che amava frequentare partecipando alle manifestazioni artistiche organizzate nella cittadina, che dopo la morte dell’artista ha organizzato dedicandola a Tono Zancanaro una “Biennale Internazionale dell’Incisione” che ha avuto molto successo

Gibbo: Ogni casa un porco di guardiaMerita di essere ricordata anche la lunga ed assidua frequentazione di Zancanaro con l’ambiente toscano, partendo da Ottone Rosai che Tono riconosce come suo unico maestro, e via via fino alla frequentazione di Carlo Ludovico Ragghianti che ha dedicato uno studio fondamentale all’arte del maestro padovano, ed agli amici di una vita a Firenze, Grosseto, Pisa, Volterra …

Unanimemente considerato tra le personalità di maggior spicco della vicenda artistica italiana del secolo scorso, Tono Zancanaro si è distinto per la sua versatilità in ogni campo creativo, dal disegno alle diverse tecniche calcografiche - nelle quali è stato ineguagliabile maestro - alla pittura, dalla scultura alla ceramica, dalla decorazione al mosaico, realizzando inoltre scene e costumi teatrali e collaborando con i mastri vetrai di Murano.

Periodo di apertura della mostra dal 4 Aprile al 14 Giugno 2009.
Visitabile durante gli orari di apertura della casa del Boccaccio

Per informazioni:

Casa Boccaccio a Certaldo Alto 0571661265
Ufficio Cultura Comune di Certaldo 0571661259
Fond’Arte Tono Zancanaro 3473721256 – fondarte.tono.zancanaro@gmail.com
Archivio Storico Tono Zancanaro 3484154541 – info.astz@gmail.com

mercoledì 25 marzo 2009

Le opere di Ivo Mosele esposte alla Arte Paolo Maffei di Padova

Slideshow delle incisioni di Ivo Mosele
esposte presso la Arte Paolo Maffei di Padova in occasione della mostra personale inaugurata il 3 Aprile 2009.

Mostra di Ivo Mosele a Padova

Arte Paolo Maffei
via Riello 5'' - Padova
telefono 0498750896 - 336498668

dal 3 al 30 Aprile 2009

mostra di
IVO MOSELE


"L'essenzialità del non visibile"

La produzione incisoria di Ivo Mosele racconta dell’eterna, classica lotta tra caos e cosmos, pulsione dionisiaca e armonia apollinea. L’artista ragiona in termini di «composizione» e «organizzazione» di un impulso che è comunque soggetto principale di una «trama», spesso frutto di una confidenza tecnica in grado di garantire un «sereno procedere». Mosele, infatti, considera «la tecnica non uno strumento produttivo acritico della visione, ma un vocabolario, una grammatica dell’espressione» e ciò trova conferma nel ricorso frequente alla maniera nera, Varchi luminosi di Ivo Moseleattraverso cui l’artista definisce i bianchi emergenti dal fondo scuro, incidendo anche a bulino le lastre già sensibilizzate da diversi passaggi in acido nitrico (Varchi luminosi, 2005). La manifesta predilezione per il procedimento incisorio, verso cui dimostrò sin dagli anni Settanta un interesse scevro da pause e ripensamenti, si spiega meditando sulle caratteristiche proprie del mezzo, che prevede una matrice aperta a continue rielaborazioni e, potenzialmente, alla creazione di numerosi multipli. La stratificazione di immagini, ottenuta con successive morsure, permette un’elaborazione pausata e graduale della stampa, Guardando il Mantegna: la conversazionecostantemente verificabile e perfettibile. L’opera di Ivo Mosele richiede perciò una lettura accurata e paziente, proporzionale, si direbbe, alla devozione spesa nella genesi di ciascuna lastra. Ogni foglio va spogliato delle forme godibili in superficie, velo dopo velo, interrogandosi sul motivo della loro presenza, per scoprire infine l’importanza fondamentale della loro assenza. Essenziale è, infatti, il nero ruvido e vivo dello sfondo, in cui pare non si concentri il lento e laborioso operare dell’artista, ma in realtà si specchia la carica genuina della sua psiche. Ne danno prova gli scritti autobiografici, che non sembrano attribuire particolare rilievo alla scelta dei temi raffigurati, «grumi» utili a mascherare, nell’intreccio quasi invisibile delle relazioni reciproche, un’obliterata eppure determinante realtà personale.
L'ultimoQual è dunque il perno attorno a cui Mosele sviluppa le sue calibrate e impeccabili composizioni? Quale il nodo rivelatore dell’impulso espressivo, tassello insostituibile per la comprensione del passaggio dall’ispirazione all’opera?
La rimozione di una fase ancora giovanile della sua vita, segnata da una soffocante istruzione religiosa evidentemente contraria alla sua sensibilità, lo spinge a reiterare temi e sistemi della propria ricerca visiva in un eterno ritorno, ora rivisitando se stesso, ora nascondendo l’imprescindibile oltre la citazione di immagini “rubate” al patrimonio universale dell’arte (Guardando Mantegna: la La rottaconversazione, 2006) o alla discarica quotidiana di loghi e icone popular (L’ultimo, 2003). Così paramenti sacri, preti e prelati tornano ripetutamente a catalizzare lo spirito contestativo dell’artista, che sovrappone a essi simboli negativi di natura sociale, politica e ambientale (La rotta, 2007). Il senso di «malessere» e «angoscia», scaturito dal rifiuto di ciò che rappresenta di fatto il centro gravitazionale attorno a cui organizza il suo operare, si trasforma pertanto nell’esigenza di «graffiare o lisciare, di mordere o accarezzare la superficie». Una tensione fisica verso il supporto, che risulta arginata dall’intreccio visibile di metamorfosi e inganni cose nascoste: normalitàottici -creati grazie all’ambigua stratificazione dei piani -, ma che solo attraverso l’ausilio del mezzo tecnico ottiene infine di essere liberata (Cose nascoste: normalità, 2005). Il succedersi ordinato delle fasi di stampa, il cui esito appare all’artista sempre nella sua reversibilità, incarna il tentativo perpetuo di portare alla luce, con un sorriso di volta in volta canzonatorio e tagliente, quella zona buia su cui Ivo Mosele vuole permanga l’oscurità.

Chiara Costa

lunedì 23 marzo 2009

A Certaldo Alto: artigiani a primavera

Dal 28 marzo al 3 maggio 2009, presso la sede di palazzo Giannozzi a Certaldo Alto la Fond'Arte Tono Zancanaro organizza la manifestazione "Artigiani a primavera" con la partecipazione dei più interessanti artigiani di Certaldo, che coprono un vasto arco di attività: dalla ceramica alle cornici d'arte, dalla lavorazione del ferro battuto alla stampa d'arte, dalle terracotte alla tessitura.
Una manifestazione da vedere, magari abbinandola ad una visita alla medioevale Certaldo Alto con una sosta per assaggiare le specialità locali lungo la strada che porta al palazzo Pretorio: un tuffo nel passato fra tradizioni e continuità.
Per maggiori informazioni telefonare al numero 347 3721256.

Una breve descrizione delle attività artigianali presentate nella rassegna:

Artesia Ceramiche Artistiche
Cinzia Orsi e Monica Lazzerini, formatesi artisticamente a Montelupo Fiorentino,nel 1990 danno vita ad "Artesia bottega di ceramica artigianale", dove creano le loro opere con colori di origine minerale su "smalto" bianco secondo l'antica tecnica della maiolica. Tutto, dal disegno alla cottura viene realizzato dalle due artigiane: la qualità e l'originalità dei pezzi sono il loro vanto ed il loro marchio di fabbrica.

Artzoid di Joao Figueira Realvao
In Portogallo studia discipline legate all’arte applicata, con specializzazione su arte e tecnica dei tessuti, si applica alla pittura, alla scultura, alla fotografia, al body paiting, alla musica.
Negli anno ottanta è fondamentale la partecipazione al Circolo delle Arti Plastiche di Coimbra con artisti portoghesi di fama mondiale come Cutileiro, M. Viera da Silva e Grilo.
Dal 2003 la lavorazione del ferro battuto, tipica espressione dell’artigianato toscano, caratterizza le sue più recenti e significative opere.

Essemme Cornici Artistiche
Saldamente ancorato alla tradizione artigiana, Carlo Alberto Benincasa produce nel suo laboratorio, la EsseEmme, cornici di gran pregio ed eleganza. Insieme al fratello e alla moglie realizza le sue cornici con antichi procedimenti, frutto dell'esperienza maturata in oltre un trentennio di attività, che si avvalgono della mano paziente ed esperta dell'uomo.

Leonardo Chiti Terrecotte d’arte
Leonardo Chiti comincia giovanissimo a lavorare nel laboratorio del padre all'Impruneta dove impara la forgiatura a tornio ed a calcare i grandi orci in terracotta. Depositario di una tradizione vecchia quanto l'uomo,accanto ai pezzi classici del "cotto" toscano:orci, conche, mezzane fatte a mano, propone anche forme più moderne che però conservano intatto il fascino dell'unione fra acqua, terra e fuoco.

Silvia Borgogni Stampa d’Arte
Silvia Borgogni studia a Siena all'Istituto d'Arte "Duccio di Boninsegna" e successivamente si diploma in "Restauro di dipinti su tela e murali".Dal 1997 ha aperto nel centro storico di Certaldo,un laboratorio /stamperia dove svolge il lavoro di incisione e "tiratura" delle lastre. È nella stamperia di Maria Luigia Guaita, il Bisonte, che approfondisce la tecnica calcografica e fa esperienza con la litografia.

Stefano Ciappi Tessitura
Nessuna ricerca né pretesa artistica sono alla base del lavoro di Stefano Ciappi, artigiano da molti anni.
Una lavorazione semplice ed una scelta spontanea di filati e colori producono tessuti essenziali ma non ordinari.
Il risultato è l'unione della tradizione con materiali moderni, italiani e di qualità.

sabato 14 marzo 2009

Opere di Abbas Al-Mosawi


La Fond'Arte Tono Zancanaro ha aperto una collaborazione con l'artista Abbas Al-Mosawi, originario del Bahrai dove vive e lavora (Manama).
Abbas Al-Mosawi, nato nel 1952, ha studiato al Cairo conseguendo il Bachelors of Art in Interior Design nel 1970: da allora si dedica all'arte a tempo. Ha come caratteristica il dipingere essenzialmente a olio su papiro egiziano, il che conferisce non solo particolari effetti cromatici e materici alle sue opere, ma anche una loro durata e stabilità eccezionale nel tempo
La sua opera è molto conosciuta nel Kuwait, in Arabia Saudita e in tutto il Golfo Persico in generale.
Recentemente ha affrescato alcune pareti del Palazzo delle Nazioni Unite a New York.
Per maggiori informazioni sull'artista contattare la Fond'Arte alla mail info.fondarte.zancanaro@gmail.com.

giovedì 19 febbraio 2009

Carlos Atoche: Rivisitazioni


Sabato 21 Febbraio 2009 ore 17 inaugurazione della mostra

RIVISITAZIONI
di Carlos Atoche

presso Arte Paolo Maffei
via Riello 5 Padova

L’artista più famoso di Cuzco, Diego Quispe Tito (1611-1681), s’ispirò a modelli fiamminghi, introducendo il paesaggio nella pittura peruviana e inserendo le sue figure in vegetazioni tropicali irreali, con prospettive distorte. Curioso che la sua pittura fosse considerata uno strumento di propaganda al punto che l’Inquisizione gli proibì di dipingere.
Carlos Atoche prosegue su questa strada antica ma ha preso come riferimento per i suoi lavori il Rinascimento italiano, studiando ed interpretando, non copiando, i lavori dei Grandi con tecniche e materiali moderni. Interessante la rivisitazione in particolare dei volti nei d’après: la somatizzazione pone le figure come antenati di Carlos Atoche più che nostri.
Lo stile utilizzato è ben lontano dal “Barocco Andino”, il suo è un ringiovanimento dei temi manieristici, una rivisitazione che pur richiamando le rappresentazioni e le personificazioni dei retablos, che lo collega alle sue radici che giustamente non vengono dimenticate, ma elaborate come è corretto in un mondo che tende alla globalizzazione. Ma globalizzare non deve voler dire livellare verso il basso, anzi la possibilità di conoscere e assimilare culture e competenze diverse deve essere strumento per la creazione di nuove conoscenze e competenze.
Così Carlos interpreta anche i tappeti di fiori, grandi disegni realizzati con i petali dei fiori sulle strade di molte città e piccoli paesi delle Ande ma anche della Costa, sui quali passano le processioni del Santo patrono, realizzando composizioni al limite dell’astratto, dove il fiore diventa movimento.
Forse anche il lavoro di Carlos Atoche è un lavoro di propaganda, analogo a quanto fece Diego Quispe Tito, un tentativo di propagandare la conoscenza del suo mondo mescolandola con il mondo occidentale, un tentativo di fondere due culture non per cancellarne una ma per crearne una terza, in un connubio dove la somma di due metà restituisce un valore superiore a uno.
Gli studi fatti, parte in Perù e parte in Italia, sono una ottima base di partenza su cui poter costruire il futuro di questo promettente artista.

Manlio Gaddi
Padova, Febbraio 2009


www.flickr.com





sabato 17 gennaio 2009

Mostra di Luis Albert alla Arte Paolo Maffei di Padova


In Collaborazione con Arte Paolo Maffei di Padova, in via Riello 5, venerdi 23 Gennaio alle ore 17 sarà aperta la mostra del giovane artista messicano Luis Alberto Alvarez.
Nel catalogo che accompagna la rassegna si legge:
"Pur nella ristretta dimensione delle tele si riconosce la ricerca del grande anelito della pittura murale messicana: da David Alfaro Siqueiros a José Clemente Orozoco, a Diego Rivera.
L’approccio di Luis Alberto alla realizzazione del quadro presenta comunque caratteristiche assolutamente originali , i toni cupi, le forme che ricordano i movimenti delle particelle subatomiche, i colori ed i giochi di luce creano effetti irreali, che evidenziano la distanza fra questo Artista ed i Grandi appena ricordati.
Mentre in alcune opere il riferimento è molto chiaro, in altre l’artista crea giochi di luce e di colore che svolgono un ruolo importante nella realizzazione dello spazio compositivo
Spesso le persone, gli oggetti sono trasfigurati e diventano trame di colore immerse in una atmosfera diffusa, dove l’artista sublima la rappresentazione realistica utilizzando strumenti poetici, frutto della sua immaginazione, creando una sorta di “realismo incantato” di grande impatto emozionale.
Luis Alberto abbandona progressivamente la rappresentazione realistica per rifugiarsi in un universo fantastico, creato forse dalle sue ossessioni, in un tentativo di mistificare cose ed eventi per cui sogni e realtà vengono mescolati, nascono tratti minacciosi e diabolici in opere popolate da caricature, maschere, bambini e figure grottesche.
Naturalmente oggi non è facile intuire quale potrà essere lo sviluppo dell’arte di Luis Alberto, forse è importante la presenza di elementi autobiografici o comunque legati agli iniziali studi messicani nella misura in cui l’artista è in grado di dar vita ad un universo che ha ben poche cose in comune con la nostra realtà quotidiana
È comunque ipotizzabile che la luce avrà una parte importante nella sua ricerca, così come importante sarà la ricerca della trasfigurazione attraverso l’uso sapiente del colore.
Manlio Gaddi
Padova, 10 Febbario 2009
Alcune opere di Luis Alebrto sono visibili in Flickr cliccando qui